
Cos’è un etichetta Best Seller?
L’etichetta Best Seller è quell’icona arancione rettangolare che compare su alcune pagine prodotto (sulla pagina prodotto, non nei risultati di ricerca!) indicante il fatto che il prodotto è il più venduto nella categoria di riferimento.

Generalmente sono presenti circa 100 etichette Best Seller per ogni categoria, sottocategorie comprese, e vengono attribuite ai prodotti più performanti dall’algoritmo di Amazon, con un aggiornamento dei risultati ad ogni ora. Questo può comportare che un prodotto ottenga il badge Best Seller per poi perderlo dopo un’ora e non ottenerlo mai più, senza neanche che il seller o il vendor si accorga di quanto accaduto! Il principale driver per l’attribuzione dell’etichetta sono le vendite non intese solo come vendite su tutto il periodo di vita del prodotto, ma anche come sales velocity questo per seguire i trend del mercato e riuscire a intercettarli.
Dal momento che l’etichetta Best Seller viene attribuita per categoria, avremo dei casi in cui la competition è molto bassa, come può essere per una categoria di nicchia del tipo “Valigeria > Accessori > Astucci portachiavi > Uomo”, e pertanto risulterà facile ottenere il badge. In alternativa ci potranno essere dei casi in cui la categoria è decisamente più ampia, come può essere per “Bellezza”, e in qual caso diventare Best Seller risulta essere una sfida decisamente più competitiva.

Inoltre, l’attribuzione dell’etichetta Best Seller avviene all’interno del marketplace di riferimento, quindi se ottengo il badge su Amazon.it e qualcuno cerca il mio prodotto su Amazon.fr per esempio, il badge Best Seller non verrà visualizzato.
Perché ottenere l’etichetta Best Seller?
Ci sono diversi motivi per cui un vendor o un seller vuole avere un prodotto Best Seller. Il primo fra tutti è che il prodotto guadagna posizioni e viene visualizzato nella sezione dei best seller per la categoria di riferimento, portando quindi ad un aumento dei click e di conseguenza delle possibili conversioni aggiuntive.

Inoltre, c’è un fattore molto importante che viene influenzato dall’acquisizione dell’etichetta: la trustability. Più un prodotto viene venduto, più aumentano le recensioni e i commenti e più un utente è sicuro nell’acquistarlo.
Come fare per ottenerla
Principalmente ci sono 3 strade principali da poter percorrere, ognuna di esse porterà a dei risultati, anche se il nostro consiglio, se le condizioni lo permettono, è quello di applicarle sempre e costantemente tutte.
N° 1: Ottimizzare la scheda prodotto
Se non lo avete già fatto, vi consigliamo caldamente di eseguire un’ottimizzazione generale della scheda prodotto. Assicuratevi che il titolo sia in linea con i parametri di Amazon, che i bullet point siano completi e informativi, che sia presente una descrizione del prodotto chiare ed esaustiva, che ci siano sufficienti fotografie e che siano di qualità. Una volta eseguite queste operazioni essenziali si può passare ad un aspetto più tecnico che è la scelta delle parole chiave su cui indicizzare il prodotto che dovranno essere presenti sia nei testi visualizzati nella scheda prodotto (es. il titolo), sia nella parte di “backend” del prodotto.
Completato anche questo passaggio, è giunto il momento di pensare alla categoria che dovrà rispecchiare le caratteristiche del prodotto e allo stesso tempo non deve essere una categoria generica dove è presente una competition sfrenata. Bisogna saper individuare il contesto adatto in cui andare ad inserire il prodotto.
Queste modifiche permetteranno al prodotto di posizionarsi sempre meglio nelle ricerche coerenti con le sue caratteristiche e quindi di aumentare le conversioni. Di conseguenza inizierà ad attivarsi un Flywheel (Circolo virtuoso) tale per cui Amazon cercherà di premiare un prodotto che converte bene aumentandogli il posizionamento, che porterà a nuove conversioni e così via.
N° 2: Sponsorizzare il prodotto

Amazon tra i vari servizi che offre, permette ai vendor e ai seller di sponsorizzare i propri prodotti. L’obiettivo di promuovere una campagna media per sponsorizzare i propri prodotti è quello di aumentare le vendite che genera il prodotto stesso, migliorandone il ranking e le performance.
Tuttavia il nostro consiglio, prima di avviare una campagna media su Amazon, è quello di assicurarsi di possedere la BuyBox in modo da non vedere i propri sforzi vanificati.
N° 3: Competere sul prezzo
Uno dei principali driver per il posizionamento su Amazon è quello del prezzo, più è competitivo, più stimola la vendita e più Amazon premierà il prodotto in termini di ranking. Ci sono diverse strategie per essere competitivi in termini di prezzo, una delle principali è quella di attivare delle promozioni o dei bundle per brevi periodi di tempo e nei momenti cruciali come le festività (es. Natale) in modo tale da garantire un boost nelle conversioni e nella sales velocity. Logicamente, la “guerra dei prezzi” non è una strategia sostenibile, poiché comporta un generale impoverimento del mercato. Tuttavia, in periodi strategici dell’anno, applicare politiche aggressive può portare a dei risultati.
Cosa NON fare:
Ci sono alcune pratiche che potrebbero sembrare appealing ma che nel medio-lungo periodo porteranno sicuramente a delle penalità anche gravi:
Non controllare se nella categoria scelta sia presente un prodotto Private Label di Amazon
Competere con un prodotto di Amazon su Amazon stessa sarebbe tirarsi la zappa sui piedi, a meno che non si sia completamente fiduciosi delle potenzialità del proprio prodotto è veramente complicato competere con i prodotti Amazon poiché per definizione soddisferanno tutte le caratteristiche principali di cui l’algoritmo A9 tiene conto, oltre che essere frutto di un’analisi della competition approfondita.
Scegliere una categoria non in linea con le caratteristiche del prodotto
Questa pratica, che in primo momento potrebbe sembrare aver senso è sbagliata per due grossi motivi:
· Non è corretta, porterà inoltre ad una riduzione del conversion rate derivante dal fatto che gli utenti che cercano per categoria non saranno semplicemente interessati ad un prodotto completamente diverso da quello che stanno cercando. Scegliere una categoria errata diminuisce l’user experience, ed è per questo che Amazon in quanto user-centrico, penalizza questi comportamenti. Inoltre, la riduzione del tasso di conversione attiverà il processo inverso del circolo virtuoso di cui parlavamo qualche paragrafo fa.
· Se all’inizio questa tecnica funzionasse e facesse riscuotere successo al prodotto, sicuramente ad un certo punto Amazon se ne accorgerebbe, penalizzando terribilmente chiunque ne faccia uso.
Quest’ultimo punto ci conduce al secondo punto che sconsigliamo caldamente:
Focalizzarsi esclusivamente sull’ottenimento dell’etichetta Best Seller
L’etichetta Best Seller dovrebbe essere una conseguenza di una corretta gestione delle proprie pagine prodotto, non un obiettivo da raggiungere. Qualsiasi tecnica atta al solo raggiungimento di tale obiettivo sarà temporanea e non sostenibile nel tempo. Se invece si iniziasse a strutturare le proprie pagine in modo da ottimizzare la propria presenza sul canale Amazon, allora se si è lavorato bene i risultati si potranno vedere, così come la tanto cercata etichetta!